Bruxelles, 1 luglio 2025 – Nel corso della riunione di ieri (30 giugno) della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, dedicata alla discussione sulla relazione di iniziativa per il futuro sostenibile del settore zootecnico europeo, l’europarlamentare Herbert Dorfmann (PPE) ha richiamato con forza l’attenzione sulle esigenze specifiche degli allevatori delle aree montane, evidenziando la necessità di strumenti che ne riconoscano il ruolo strategico e le particolari difficoltà operative.
“Non esiste un’alternativa all’allevamento nei prati stabili delle nostre montagne – ha dichiarato Dorfmann – e se queste attività si riducono, il rischio concreto è l’abbandono di territori preziosi per l’ambiente, la sicurezza alimentare e il presidio rurale”.
Secondo i dati Eurostat (Agriculture, forestry and fishery statistics, edizione 2024), nelle sole regioni montane dell’UE operano oltre 470.000 aziende zootecniche, che generano un valore economico stimato in oltre 40 miliardi di euro l’anno, pari a circa il 20% del valore complessivo del comparto zootecnico europeo. La popolazione rurale di queste aree è composta da circa 16 milioni di persone, con un’età media superiore ai 57 anni. In molti casi, l’allevamento è l’unica attività in grado di garantire reddito e mantenimento del paesaggio.
Secondo Dorfmann occorre evitare che misure pensate per valorizzare i territori più fragili producano effetti contrari. L’europarlamentare osserva che l’esperienza del premio al pascolo previsto dagli ecoschemi della Politica Agricola Comune (PAC) ben evidenzia questa dinamica. La misura era stata concepita con l’obiettivo di sostenere in modo particolare l’agricoltura di montagna e premiare le aziende che operano in condizioni più complesse; nella pratica molte aziende di pianura hanno potuto accedervi, mentre per diverse realtà montane il beneficio è risultato inferiore alle attese.
L’europarlamentare altoatesino, coordinatore del gruppo PPE in Commissione Agricoltura, ha sottolineato come queste esperienze possano offrire spunti preziosi per il futuro. “È importante trarre insegnamento da quanto accaduto per costruire strumenti più efficaci e mirati, che consentano di riconoscere concretamente il valore delle aziende agricole di montagna. In questo modo, potremo garantire un sostegno stabile a chi contribuisce alla tutela del paesaggio, alla biodiversità e alla vitalità economica delle aree interne”.
Dorfmann ha annunciato la presentazione di emendamenti alla relazione per proporre misure dedicate e risorse aggiuntive a favore dell’allevamento estensivo e delle aziende agricole di montagna, nell’ottica di un approccio più equilibrato e coerente con gli obiettivi di solidarietà territoriale.
“Se vogliamo mantenere vive le nostre montagne e garantire la continuità delle imprese zootecniche in questi contesti - ha concluso Dorfmann – la politica agricola comunitaria dovrà rimanere la spina dorsale del sostegno. Servono interventi mirati e calibrati sulla realtà di chi lavora ogni giorno in condizioni più impegnative, con l’obiettivo di valorizzare il contributo che l’allevamento di montagna offre a tutta la collettività”.




