Dorfmann (PPE): “La PAC è una priorità strategica, il confronto continua sul bilancio UE”
Oggi la Commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha approvato la relazione sul futuro della Politica Agricola Comune dopo il 2027. Il testo riconosce la centralità della PAC per garantire la sicurezza alimentare, il presidio del territorio, la sostenibilità e la competitività del sistema agroalimentare europeo. “Come coordinatore del Partito Popolare Europeo in Commissione Agri – ha dichiarato l’europarlamentare Herbert Dorfmann - ho sostenuto l’impianto generale del documento, che rappresenta un quadro di indirizzo utile per il lavoro delle istituzioni europee nei prossimi mesi. Nel corso dell’esame in commissione, ho presentato e sostenuto emendamenti con l’obiettivo di rafforzare in modo più vincolante alcuni aspetti chiave, quali la definizione di un livello sufficiente di risorse finanziarie destinate alla PAC all’interno del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2027–2034, in coerenza con il ruolo strategico dell’agricoltura; l’introduzione di obiettivi misurabili di semplificazione amministrativa, per ridurre in modo concreto il carico burocratico sulle aziende agricole; la previsione di una governance comune più stringente, in grado di assicurare coerenza e trasparenza nella gestione della politica agricola tra Stati membri”.
Queste proposte hanno trovato interesse ma non sono state pienamente recepite nel testo approvato, che mantiene formulazioni più generiche sul quadro finanziario e sulla semplificazione. Per Dorfmann “la discussione odierna costituisce un primo passaggio di definizione della posizione parlamentare, in vista della presentazione della proposta ufficiale sul quadro finanziario pluriennale da parte della Commissione europea, prevista per il 16 luglio. In quella sede si aprirà la fase decisiva di confronto interistituzionale e di negoziazione politica per stabilire l’ammontare effettivo delle risorse PAC e la loro articolazione”.
Herbert Dorfmann ha ribadito che “difendere una PAC dotata di risorse adeguate non è una scelta di retroguardia, ma la condizione per sostenere il ricambio generazionale, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la continuità produttiva e l’equilibrio socio-economico dei territori rurali”.




