Denominazioni della carne: accordo nel trilogo su regole per prodotti vegetali e carne coltivata. Dorfmann (PPE): “Trasparenza per i consumatori e tutela per allevatori e filiere europee”
“È importante che le regole europee assicurino trasparenza per i consumatori e valorizzino correttamente le produzioni zootecniche europee”, ha aggiunto Dorfmann. “Le denominazioni legate alla carne devono essere utilizzate in modo coerente con il prodotto che descrivono. Questo provvedimento introduce maggiore chiarezza e contribuisce a rafforzare la fiducia lungo tutta la filiera agroalimentare”.
Dorfmann ha inoltre sottolineato il valore culturale ed economico di queste norme per il comparto zootecnico europeo: “La zootecnia è parte integrante della cultura alimentare europea e rappresenta un pilastro di molte economie agricole locali. In Paesi come l’Italia, dove il legame tra qualità delle produzioni, territorio e tradizione gastronomica è particolarmente forte, garantire chiarezza nelle denominazioni significa anche tutelare il lavoro degli allevatori e il valore delle nostre filiere agroalimentari”.
Secondo l’eurodeputato, il tema della carne coltivata richiede un approccio particolarmente attento: “L’innovazione alimentare deve essere accompagnata da regole chiare e trasparenti. I consumatori devono poter distinguere senza ambiguità tra prodotti di origine animale, alternative vegetali e prodotti ottenuti da colture cellulari. Solo così è possibile garantire una corretta informazione e preservare la fiducia nei confronti del sistema alimentare europeo”.
La revisione dell’OCM include inoltre misure volte a rafforzare i rapporti contrattuali tra agricoltori e acquirenti lungo la filiera agroalimentare, promuovendo l’uso di contratti scritti e prevedendo meccanismi di mediazione per la risoluzione delle controversie commerciali.
L’accordo raggiunto nei negoziati interistituzionali dovrà ora essere formalmente adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio prima della sua entrata in vigore.




